Pensieri della sera

Certe notti per dormire mi metto a leggere,
e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.
Certe volte anche con te, sai che ti voglio bene,
mi arrabbio inutilmente senza una vera ragione.
Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca;
mi innervosiscono i semafori e gli stop, e la sera ritorno con malesseri speciali.
Non servono tranquillanti o terapie
ci vuole un’altra vita.

Su divani, abbandonati a telecomandi in mano
storie di sottofondo Dallas e i Ricchi Piangono.
Sulle strade la terza linea del metrò che avanza,
e macchine parcheggiate in tripla fila,
e la sera ritorno con la noia e la stanchezza.
Non servono più eccitanti o ideologie
ci vuole un’altra vita

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L’anima del pagliaccio

Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto
in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor, Ah!
Ridi, Pagliaccio,
sul tuo amore infranto!
Ridi del duol, che t’avvelena il cor!

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My frè!

You can travel all around the world, where you go you’re gonna find that people have the same things on their minds.
Well hello Brother!

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Perchè e come?

In genere inziamo un pò tutti da piccolini, vediamo una cosa, anche la più semplice e ci chiediamo perchè è fatta così? Perchè il sole fa tanta luce, perchè quando tramonta e sorge cambia colore? Perchè è così bello? Perchè l’acqua anche se non ha gusto è buona? Perchè il frigo fa freddo e come fa? Perchè i grandi vogliono vedere il telegiornale? Perchè le foglie sono verdi ? Perchè le formiche non stanno mai ferme un attimo e dove vanno? Tanti perchè semplici, tanti ma senza nessuna ansia di avere una risposta, ci va bene così in fondo, non pretendiamo risposte, facciamo mille domande ma il mondo poi ci va bene così.

Crescendo si avverte l’esigenza di capirli i perchè: perchè le cose vanno così, perchè devo andare a scuola? Perchè devo alzarmi presto la mattina? Perchè non posso fare come mi va? Perchè deve fare questo tempaccio? Lo stesso che magari pochi anni prima restavamo a guardare ammirati, affascinati dalla pioggia, dal fatto strabiliante che dal cielo cadesse tutta quest’acqua in maniera così spettacolare.

Fino ai perchè più pesanti, quelli esistenziali, quelli che cercano di trovare un senso alle illogicità della vita, e pur non trovando spesso una risposta, ci troviamo ad arrovellarci, a non accettare il fatto che non capiamo. Ovviamente non ci vanno giù molte cose, allora un pò pensiamo che dipenda da noi, un pò pensiamo dipenda dagli altri. Può capitare che si finisca a sentirsi vittime delle avversità o soltanto incapaci di gestirle. Io so solo che il perchè non lo so e non lo saprò mai, so solo che ogni problema ogni difficoltà ogni nuovo pensiero che sono costretto ad affrontare, non ha un perchè, ha solo un come. Come lo sto affrontando? Come sarebbe giusto fare? Come devo reagire? Come  migliorare?

Sapere come non è facile, ma è possibile, sapere perchè a volte proprio non si può. Capire come esistere è una sfida e, sempre ammesso che si riesca a saperlo, capire come attuare ciò che ci sembra un giusto esistere, come e dove trovare la forza di volontà? Vivere è una sfida, vivere amando la vita è una grande meta. E la vita ha tutto dentro, gioie, dolori, speranze, delusioni, sorrisi e pianti, sguardi e indifferenza, paura e coraggio, rabbia e serenità. Non è detto che ci siano sempre tutte, si alternano, ma qualcosa non quadra: quando prevalgono quelle positive siamo comunque in grado di trovare un motivo d’insoddisfazione, un desiderio che può anche diventare brama e renderci infelici.  Poi capita che arrivi un periodo dove quelle meno belle imperversano e lì ci rendiamo conto del tempo sprecato, della felicità che avevamo e non vedevamo. E allora può venire il sospetto che ci sia qualcosa di sbagliato, e lì arrivano i perchè della 3a categoria  quelli pesanti, ci sono quelli a cui non c’è risposta, e quelli che si trasformano fino a diventare le giuste domande. Se non possiamo stabilire se gli eventi siano giusti o sbagliati, possiamo però forse provare a capire come viverli? Stabilire come, come scalare una montagna? Con la convinzione di farcela e con tutto l’amore per la montagna. La vita è tutto,e vivere felici significa amarla, amarla vuoldire amarne ogni aspetto. Chi ha davvero amato qualcuno ha visto cosa succede. Ogni minimo particolare di bellezza, ogni minima qualità diventa la cosa più bella mai vista, ogni sorriso, ogni sguardo, ogni gesto d’affetto assume un’importanza e una rilevanza incredibile, diventano motivo di vita, diventano il motore di ogni cosa, se si ama si vive per l’altro/a, se non si ama tutto perde d’importanza, e ogni bellezza viene trascurata e ogni difetto dà più fastido ecc.

Credo che il come per buona parte consista in questo. Inseguendo mete non meglio definite cominciamo ad ignorare semprepiù quello che abbiamo sotto gli occhi, tutto il bello che pure c’è, ma ciechi rincorriamo dei fantasmi.

Forse un buon inizio sarebbe riscoprirsi parte di un creato, riscoprirne le meraviglie, riuscendo di nuovo a vederle a guardarle e tornare a farne parte, e infine amarle, come quando i nostri perchè erano semplici e di poca importanza, come quando osservare il cielo ci incuriosiva ma sopratutto ci lasciava a bocca aperta, ammirati per tutta quella bellezza. Il cielo è ancora lì bello esattamente come allora, ma non abbiamo mai tempo di guardarlo e col tempo abbiamo anche semsso di vederlo, fa parte dello scenario si ogni tanto un’occhiata la diamo, ma siamo troppo immersi nel vortice per fermarci ad ammirarlo, e se riuscissimo a vederlo di nuovo? A fermarci per contemplarne la bellezza? Chissà cosa ne penseremmo allora di tutte le cose che adesso ci rendono infelici, tristi e insoddisfatti. E se ci riuscissero tutti ? Chissà quanti perchè ci potremmo evitare, quanti problemi eviteremmo di creare dal nulla, quanti mostri potremmo smettere di alimentare, malattie dello spirito e del corpo frutto solo della folle corsa verso il denaro, dell’aver avvelenato tutto, sacrificandolo in nome di un dio che ci ha reso schiavi, che ci fa uccidere tra fratelli, che ci aliena e ci illude, un dio di metallo e di carta che non vale niente e che nonostante tutto ci tiene soggiogati. Un dio che non si fa amare ma soltanto bramare.

Come vivere  è la vera domanda, cercare di amare ogni manifestazione della vita è il modo per trovare la risposta e forse è la risposta. Riuscirci non è questione di bravura, ma di umanità, molti di noi ne hanno persa una parte, io forse più di altri, vorrei ritrovarla, ma non è per niente facile.

Se solo capissi come.

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I buoni cristiani ricacciano in mare i disperati…

Ieri la Padania titolava trionfale con grande vanto “Stop alla nave con 1800 immigrati” quasi come fosse una vittoria sul nemico invasore.

Vantarsi di avere negato i rifornimenti a 1800 disperati che fuggono dalla fame e dalla guerra, anche questo è politica in Italia, il paese in cui nessuno più si indigna, in cui tutti pensano che la migliore cosa da fare sia pensare al proprio orticello illudendosi che il degrado rimarrà oltre la staccionata. Un paese in cui si può fare propoganda esaltandosi per avere lasciato in mare migliaia di ragazzi che ci chiedono aiuto.


E così ci ritroviamo il ministro,  fotografato a tutta pagina sul giornale di partito,  che lo celebra per questa bella impresa. Abbiamo difeso il territorio dalle invasioni barbariche, noi che siamo quelli civili, quelli giusti i buoni i cristiani pieni di valori, di fratellanza e di carità.  Certo noi dobbiamo difendere la nostra civiltà, le nostre tradizioni cristiane, non possiamo mica permettere che arrivino questi stranieri a colonizzarci, discorsi tipici della tipica paura del diverso, di un arretratezza di inizio secolo, ma che ancora oggi a quanto pare riscuotono un ottimo successo tra le fila dei più plagiati dalla cultura dell’ “Ognuno a casa sua”, come se fosse nostro il merito di essere nati nel posto giusto al momento giusto, e non semplicemente per “culo”. Come se quelli sopra le barche in cerca di una coperta e un pò di cibo non fossero uomini, come se non rientrassero anche loro nella definizione  de ” il prossimo” che tanti buoni leghisti magari vanno a sentire ogni domenica in Chiesa.  Questo post magari potrà sembrare pure  un concentrato di retorica e frasi fatte, perchè è comodo e conveniente pensare che l’umanità e la solidarietà siano ormai solo un concentrato di retorica, conveniente finchè non saremo noi ad averne bisogno.
Per quanto mi riguarda, sono molto più felice quando so che lo stato spende i soldi delle tasse che pago per dare accoglienza ai profughi,  piuttosto che distribuirli ai avari politici e sottopolitici incompetenti e ignoranti che infestano questo paese, loro dovremmo respingere gli unici veri barbari di questo paese.
Qualcosa d civile comunque questa Repubblica ancora ce l’ha,  nella notte di oggi infatti la nave è stata autorizzata ad entrare nel porto di Augusta per  i rifornimenti.

Altro discorso è poi la delinquenza ad opera di immigrati, certo è che qualsiasi malintenzionato, tra tutti i paesi d’Europa non esiterebbe a scegliere l’Italia per le sue attività, il paese dove chi difende la legge è tacciato di essere giustizialista e chi corrompe, in casi sempre meno rari, finisce a scaldare una poltrona.

Sezione: In my opinion Scritto da: Davide. Nessun Commento